Ti vengo a prendere! : interazioni sociali nell’era del Live.

Se sommiamo tutti i Call Of Duty usciti finora per 360, io ho accumulato circa 900 ore di gioco online. Chiunque si sia avvicinato a questo brand con un microfono, conosce bene le insidie che lo aspettano ad incontrare giocatori della propria nazione, soprattuto se si è mediamente bravi a sparare nel culo al prossimo.

Ed ecco che, grazie al gioco online, le liti, una volta possibili solo di persona, diventano un nuovo fenomeno culturale tutto da studiare.

Chiariamo subito che, in anni di Live, non mi è mai capitato di incontrare una categoria di persone più permalosa dell’italiano medio: basta un niente: una kill sdraiati, una kill con il coltello, una kill in salto, una kill con un arma da “nabbo” (categoria di armi di cui purtroppo non ho una lista) o, peggio del peggio, una kill con l’odiato lanciagranate (o lanciapuffi). Una di queste condizioni fa scattare immediatamente nel giocatore italico una sorta di carogna atomica. Si parte con gli urli e il classico “figlio di puttana” per poi spostare la propria attenzione sulle prestazioni sessuali della malcapitata madre dell’avversario. Guai a rispondere per le rime: più ci si sposta verso il tacco dello stivale è più una frase diventa presente nei nostri incubi di videogiocatori: “Dammi, l’indirizzo: ti vengo a prendere!”

Il bello di quest’ultima frase è che, trovandosi dall’altra parte di un microfono, viene pronunciata da chiunque: muscolosi e mingherlini, da nani e giganti, ma quel che è peggio, da vecchi di merda e bimbiminchia. Mentre ai bei tempi, quando ci si immischiava in una lite bisognava avere almeno alcune caratteristiche fisiche e soprattutto un età appropriata per far valere le proprie ragioni, oggi basta semplicemente un microfono e la voglia di dar fiato alla bocca. Ed ecco che nel mirabolante mondo del Live, puoi vederti mandare affanculo da un ragazzino di 13 anni con la voce da “Puffo Rognoso”, sentendoti anche chiedere delle condizioni intime di tua madre. Ricordo ancora che, ai miei tempi, una cosa del genere era assolutamente impensabile: semplicemente c’era la tacita regola che ai più grandi non si poteva dire la minima cosa, pena una valanga di mazzate istantanee.

Tolto lo spauracchio delle pedate nel culo il rischio è quello di trovarsi una futura generazione spavalda ma che non è nemmeno in grado di mettersi le mutande, oppure, ancora peggio, un cumulo persone che non è abituata a dare seguito alle proprie affermazioni, i cosiddetti “Cazzari”.

Ora: come tutti gli anziani, tendo sempre a dire: “Ai miei tempi era meglio”, ma è davvero così?

Annunci

Pubblicato il febbraio 5, 2012, in Nerd, Videogiochi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. magari evitare di killare compagni o fottersi i morti, può allontanare, o per lo meno limitare, questa disdicevole pratica…

  2. anche non giocare mai più a un Cod finchè non sia leggermente diverso dal precedente è una pratica che potrebbe funzionare….

  3. davvero. però l online di bf3 su play può rendere dipendenti da xanax. anche quest anno dovevo perderci qualche decina di ore…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: