Il Giappone e i DLC: benvenuto nel 20 secolo, baby.

Qualche mese addietro discorrevo allegramente con i miei soci del blog su quanto i giochi giapponesi fossero alla fine meno stronzi di quelli occidentali. Non mi riferivo di sicuro alla difficoltà dei titoli, quanto al fatto che sono dei giochi che ti permettono ancora di vedere la nostra adorata scritta “1000 G”. Lodavo infatti l’integrità dei nostri amici  dagli occhi a mandorla nel non voler lucrare a costo della vita su qualsiasi titolo, propinandoci contenuti scaricabili di dubbia qualità a costi spropositati. Evitiamo chiaramente di parlare del diarreoso DLC che Capcom ha provato a propinarci con Resident Evil 5. Nel tempo però le cose sono cambiate: ultimamente infatti i giapponesi stanno fiutando il business legato al contenuto scaricabile. Ben arrivati.

Ed ecco che improvvisamente quella piccola nicchia felice di giochi giappo, che non riservavano sorpresa alcuna, che potevano essere venduti dopo averli completati senza la paura che un maglio rotante in piena zona pelvica ti obblighi a cacare MP per qualche ora di sofferenza in più. Ovviamente i nostri amici sono subito partiti in quarta ed ecco che nella migliore tradizione delle peggiori SH fottigrana, hanno subito iniziato con finali alternativi (vedi Final Fantasy), trasformazione da un beat’em up a picchiaduro ( Asura’s Wrath) e gli esempi non si fermano qui. Ora, in questa situazione paradossale, dove neanche una cintura di castità in titanio puo’ preservare l’integrità delle nostre terga, qual’è la reale soluzione al problema? Battersene le palle ed avere il gioco palesemente incompleto oppure continuare a sottostare a questi veri e propri furti legalizzati? Il pro-gamer disagiato ha già la risposta pronta, ma gli altri?

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Pubblicato il marzo 9, 2012, in La Latrina, Videogiochi con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. il problema è che il completista in questo è difettato: millare per millare incurante della qualità. Più gente sgancerà soldi anche per merce inutile minore sarà la qualità dei prodotti disponibili. E’ evidente per i producers di tutto il mondo, meno impegno profuso nel fare dlc di alta fattura più guadagni comunque, perchè di disagiati progamer ne è pieno il mondo, nevvero doc23? 😉
    su Asura quei DLC sono un bel mistero per me, ciononostante ho molta curiosità a riguardo… certo, bisogna fare uno sforzo culturale non indifferente, e staccarsi dalle dinamiche dei millati a tutti i costi.
    bisognerà prima o poi chiedersi questo: ha senso giocare solo a giochi che so che riuscirò a finire? a discapito di grandi capolavori magari?

  2. io faccio i giochi a 1000, ma se il dlc non mi piace, me ne sbatto i coglioni.

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