Archivi categoria: La Latrina

PES 2012 parte seconda, non stuzzicar il tamarro che dorme…

In seguito al mio ricco articolo sulla grandiosità di PES 2012, la mail di Obiettivo Sbloccato è stata letteralmente presa d’assalto da decine di messaggi di feroci insulti alla mia persona, a quelle dei miei famigliari e all’augurio di una mia prematura morte. Visto che più o meno le mail erano tutte sulla stessa riga, cercherò quanto più possibile di unificare le risposte, forzandomi a non iniziare le stesse, a mia volta, con un “minchia oh”:

No, mia madre non è una zoccola (che io sappia) e no, non credo si farebbe fare tutte le cose che avete proposto.

Sì, ho giocato a PES 2012 e la mia opinione è quella descritta minuziosamente nel precedente articolo.

No, non ho intenzione di rendere pubblico il mio indirizzo di casa, perchè, sotto questa scorza di duro uomo vissuto si nasconde un’anima fragile e indifesa, poco propensa allo scontro diretto, peggio se fisico.

Detto questo, colgo l’occasione per affrontare un aspetto fondamentale della merdosità del titolo Konami, che avevo colpevolmente tralasciato nel precedente articolo: l’ ONLINE.

Se non consideriamo l’onnipresente lag,  in ogni fottutissima partita online ( la mia connessione funziona benissimo), e i fastidiosissimi tasti rapidi di commento tipo ” bel gol” “complimenti” ( e voglio contare quanti di voi non avrebbero preferito robe tipo ” bel gol di merda”, “ho il portiere mongoloide”, ” ti è andata solo di culo, grandissimo figlio di cagna” , etc etc, possiamo soffermarci maggiormente  sull’impostazione data al matchmaking. Ora, giustamente, si è cercato da parte degli sviluppatori di contrastare il fenomeno di uscita anticipata quando si viene sderenati analmente. Sacrosanto. Ma qual’è la penalità per questa riprovevole azione?

Se su un tot di partite si arriva al 30% di uscite durante le partite, accanto alla vostra gamertag apparirà l’icona di un pallone sgonfio che, per un certo periodo, non vi permetterà di effettuare partite online. Tutto fantastico no?

Effettivamente se fosse tutto qui, non si potrebbe far altro che apprezzare l’iniziativa di Konami.

Peccato che, e attenzione non scherzo, se uno stronzo di turno esce la penalità se la becca anche l’altro ignaro giocatore. Avete capito bene: la penalità se la becca sia il fottuto codardo che abbandona, sia l’altro giocatore reo di aver infilato troppe palle nella porta avversaria. A dirla tutta, avendo fatto solo 4 o 5 partite online, e avendo preso lo sgravatissimo Barcellona, ho sempre ridicolizzato il mio avversario di turno online ma non ho mai avuto l’onore di vedere l’arbitro fischiare la fine della partita. Conclusione: pur non avendo mai perso una partita, mi ritrovo con un fantastico pallone sgonfio a fianco alla gamertag e la conseguente impossibilità di accedere alle competizioni online. Fantastico.

Mi rendo conto di aver tralasciato, colpevolmente, questo aspetto di PES nel precedente articolo. Chiedo scusa a tutti quei player con il palato fino. Nessun articolo su giochi calcistici seguirà a questo, almeno scritto di mio pugno. Io alla fine, delle botte e della mamma chiavata da sconosciuti c’ho un po’ paura.

Epic Game Fail: la top 5 di giugno 2012

Trovandomi a corto di idee, frastornato dal caldo, dalle ultime spossanti giornate di lavoro pre-feriale e dalle interminabili sessioni di grind sulle sgobbate del single player di Max Payne 3, mi ritrovo a spulciare i vari canali nerd di YouTube e salta fuori questo sub-channel di Achievement Hunter chiamato Game Fails. Finalmente qualcuno di realmente sano di mente che ha deciso di organizzare e pubblicare una serie infinita di glitch dei nostri beneamati videogiuochi. Vado pazzo per sti video.

E’ di 3 giorni fa l’ultimo dei quali, una bella classifichina dei migliori 5 del mese di Giugno. Grande protagonista, e non si fa fatica a crederlo, è Skyrim, che non pago di passare per il gioco più buggato di tutto il sistema solare dall’epoca del Big Bang, ce l’ha messa tutta per battere ogni record di inaffidabilità con l’iniezione di giganteschi nuovi malfunzionamenti anche sui DLC (vedasi Dawnguard) che minano non solo le quest relative, ma tutto l’impianto di gioco. Come dire, le cose le sanno fare alla stragande alla Bethesda.

Passando al video che potrete comodamente visionare in calce (in meno di 4 minuti finisce, non perderete troppo tempo, garantito), ecco le traduzioni delle didascalie. Oggi sono in vena di buonismo e gentilezze assortite, non c’è di che. Anche se in effetti piazzo un fottuto spoiler sul video, guardatevelo lo stesso…

– #5 FIFA 2012  “Scusa.. sembrava la palla…”

– #4 TEAM FORTRESS 2 “Grazie… è molto più semplice spararti da qua”

– #3 SKYRIM “Equitazione – Ok, adesso stai a vedere”

– #2 HALO REACH “Spartan…sotto vetro”

– #1 SKATE 3 “Ho paura di lasciarmi andare!”

Pro Evolution Soccer 2012: ma evoluto ‘ndo cazzo?

Sono sulla tazza del cesso. Non scherzo. Qual miglior momento per parlare dell adorato PES 2012? Premetto che non sono particolarmente amante dei giochi di calcio. Per fare l’elitario potrei definire lo sport stesso un branco di scimmie che corrono dietro una palla ma la realtà è che da quando il mitico ROBERTO BAGGIO si è ritirato il fottuto calcio ha perso ogni attrattiva per il sottoscritto. Non divaghiamo. Il punto centrale dell’articolo è PES. Il titolo calcistico giallo è riassumibile con le solite magiche paroline: GIOCO DI MERDA. Ben lontani i tempi in cui macinavo ore e ore insieme agli amici più stretti ( rigorosamente su PS2) nelle ormai famose “Serate ignoranti”, tempi in cui FIFA era un giochino per normolesi e le femmine erano relegate a puro contenitore di seme. Non approfondisco per non commuovermi.

Oggi la storia è ben diversa, come chiunque abbia un briciolo di buon gusto per i titoli calcistici è in grado di riconoscere. FIFA, ad ogni uscita annuale, sderena senza pietà il povero titolo konami relegandolo a gioco anni 80. Come Cristo faccia una latrina del genenre a vendere anche solo 150 copie è un mistero. Ho ancora nelle orecchie, ogni fottutissimo anno, il giapponesino di turno che inchinandosi definisce il Pes in uscita come una vera rivoluzione calcistica, salvo, dati di vendita alla mano, considerare il nuovo arrivato un titolo di transizione.

Passiamo ad analizzare  motivi principali del mio disgusto per questo abominevole diarrea di pixel, premettendo che:

– non ho giocato tutti i capitoli di pes.

– non sono un fottuto fanboy di giochi calcistici, non mi chiamo Tony e non guido una Uno Turbo Bianca

– il mio ultimo aggiornamento sul giuoco del pallone è: Batistuta alla Fiorentina e Vialli e Ravanelli alla Juve.

Fate voi.

Partiamo da una delle situazioni più fastidiose della mia decennale esperienza videoludica: il campionato master.

In un gioco di calcio minimamente serio, in questa modalità si dovrebbe gestire la squadra occupandosi dei vari bilanci, accordi pubblicitari, stadio, biglietti, etc etc, rendendo il tutto più simile ad un titolo menageriale. Pes 2012 cosa si limita a fare? due o tre compravendite di giocatori a stagione e le continue lamentele di questi fottuti stronzi miliardari che si lamentano ad ogni partita con:” perchè non mi ha fatto giocare mister?”, “perchè non ho giocato nel mio ruolo?”. Le risposte, ovviamente pilotate, ci permettono solo di dire timidamente: ” scusami, ti farò giocare- ti cambierò di ruolo” oppure ” ho in mente altre soluzioni per te”. Da notare che non esiste l’opzione “Se non ti sta bene levati dal cazzo”. Peccato. Dopo questo edificante e interessantissimo dialogo il giocatore potrà rispondere in due modi: “perfetto mister, ho compreso la situa” oppure ” cosa dovrei pensare? questa situazione è inaccettabile”. Questo è il massimo che otterrete dalla modalità menageriale di pes 2012. Da notare che alla fine di ogni partita avrete sempre uno stronzo di turno che si lamenterà come una fichetta al suo primo ciclo. Capolavoro. Mi scuserete se non ho avuto il coraggio di provare altre fantastiche carriere alternative…

Diamo uno sguardo adesso al gameplay:

passaggi di una precisione scandalosa, riesco a beccare il giocatore che voglio 2 volte su 3. Mica male. Certo ora ci saranno tra di voi i soliti “a me i passaggi vengono tutti, sei tu che sei una pippa”, a cui rispondo: “Non dite stronzate”.

I tiri: non importa che abbiate Cristiano Ronaldo o Andrea Zappafiga, i tiri saranno sempre da paraplegici appena ritornati a camminare. Imbarazzante la potenza e la velocità, sull’angolazione possiamo discuterne.

Intelligenza dei portieri: A primo impatto sembra che Konami abbia impiegato una 50 di programmatori per riprodurre fedelmente il ritardo mentale umano. Anche in questo caso non ha nessuna importanza se avrete tra i pali il mitico Buffon o l’indimenticato Taglialatela. Risorse ben spese.

Potrei andare avanti ancora 70 mila righe ma visto che mi sto rompendo i coglioni di scrivere, figuriamoci voi a leggere.

Riassumendo leggermente: PES 2012 è un gioco scandalosamente brutto, una patetica ombra di quello che una volta era considerato, a ragione, il miglior gioco di calcio in circolazione. Il futuro è FIFA. Punto. E non crediate che sia contento di preferire un titolo della fottuta Electronic Arts.

Mass Effect 3 corretto l’Italian bug

Finalmente ieri 27/03/2012 è stata resa disponibile la patch per la correzione del MACROSCOPICO bug che rendeva impossibile millare, per noi poveri italiani, il gioco. Finalmente la missione relativa all’ “Accademia Grissom” può essere portata a termine. “Grissom” come l’interprete principale delle prime stagioni di C.S.I. ed ecco che come per magia appena citato il nome del mitico investigatore della scientifica si è subito creato un giallo dai toni noir, ma ora il caso sembra risolto. Da paese con una delle storie più longeve ed importanti del mondo, da scopritori del nuovo mondo, da culla della lingua latina e pionieri nelle scoperte, come quella  che siamo noi a girare attorno al sole e non il contrario (direi fondamentale per l’universo Mass Effect), siamo ora costretti ad essere snobbati e trattati con meno cura che tutti gli altri paesi europei e mondiali. Devo ammettere che il team Bioware è corso repentinamente ai ripari, rispondendo ai forum con comunicati costanti e proferendo scuse a più non posso a noi poveri “Italici tapini”, tutto questo va a favore della software house , l’unica cosa che continua a mancare è un minimo di “incentivo”, tipo un dlc gratuito, che dovrebbe esserci “gentilmente” regalato, soprattutto alla luce del “politically-correct” americano che in questo caso, sottostimandoci, ha probabilmente investito zero€ per il beta-testing nel nostro paese.

Vi faccio presente che la patch non è automatica ma dovete essere voi manualmente a scaricarla o tramite pc (link) oppure sul marketplace xbox.

Il Giappone e i DLC: benvenuto nel 20 secolo, baby.

Qualche mese addietro discorrevo allegramente con i miei soci del blog su quanto i giochi giapponesi fossero alla fine meno stronzi di quelli occidentali. Non mi riferivo di sicuro alla difficoltà dei titoli, quanto al fatto che sono dei giochi che ti permettono ancora di vedere la nostra adorata scritta “1000 G”. Lodavo infatti l’integrità dei nostri amici  dagli occhi a mandorla nel non voler lucrare a costo della vita su qualsiasi titolo, propinandoci contenuti scaricabili di dubbia qualità a costi spropositati. Evitiamo chiaramente di parlare del diarreoso DLC che Capcom ha provato a propinarci con Resident Evil 5. Nel tempo però le cose sono cambiate: ultimamente infatti i giapponesi stanno fiutando il business legato al contenuto scaricabile. Ben arrivati.

Ed ecco che improvvisamente quella piccola nicchia felice di giochi giappo, che non riservavano sorpresa alcuna, che potevano essere venduti dopo averli completati senza la paura che un maglio rotante in piena zona pelvica ti obblighi a cacare MP per qualche ora di sofferenza in più. Ovviamente i nostri amici sono subito partiti in quarta ed ecco che nella migliore tradizione delle peggiori SH fottigrana, hanno subito iniziato con finali alternativi (vedi Final Fantasy), trasformazione da un beat’em up a picchiaduro ( Asura’s Wrath) e gli esempi non si fermano qui. Ora, in questa situazione paradossale, dove neanche una cintura di castità in titanio puo’ preservare l’integrità delle nostre terga, qual’è la reale soluzione al problema? Battersene le palle ed avere il gioco palesemente incompleto oppure continuare a sottostare a questi veri e propri furti legalizzati? Il pro-gamer disagiato ha già la risposta pronta, ma gli altri?

Majin And The Forsaken Kingdom: la noia fatta videogame

Fottute demo. Quando per la prima volta mi sono avvicinato al mondo di Majin And The Forsaken Kingdom, ho trovato il gioco davvero piacevole. La demo in questione presentava un gioco molto valido: grafica colorata, gameplay curato, interazione con “il bestione” intuitiva, una storia-favola piacevole, tutto sommato un titolo che ai tempi è riuscito a colpirmi. Certo, la demo durava 20 minuti ma le premesse erano davvero ottime considerando inoltre la aspettative pari a zero che avevo sul titolo.Veniamo ad oggi: grazie al mitico Timmons, senza cacare la solita banconota da cinquanta, ho potuto finalmente provare la versione completa del gioco. Avendo provato la demo ho messo il gioco direttamente sulla gamertag principale (ma di questo aspetto ne parleremo in un altro articolo), sicuro come la morte di godermi un’esperienza videoludica di tutto rispetto. E, per la prima ora, è stato esattamente così. Tutti i pregi che avevo riscontrato nella demo erano ben presenti se non addirittura migliorati in alcune aree, con scelte artistiche davvero azzeccate.

I nostri amici di Bandai ci propongono un mondo davvero curato e ben realizzato, colori brillanti, e cura per il dettaglio davvero ottima. La storia procede fluida senza intoppi e i primi livelli scorrono velocemente complice una serie di enigmi non certo degni di un fisico nucleare. Un paradiso per il videogiocatore? NO.

Alla seconda ora di gioco arriva, come un meteorite sui coglioni, il “muro della noia”. Tanto è stato epico il passaggio da divertimento a noia profonda, che mi è quasi sembrato di sentire un bello “SBAM!”. Dopo un paio di ore infatti, ho iniziato ad accusare il colpo: il gioco inizia a farsi ripetitivo, i primi difetti del gameplay iniziano a venire fuori, i continui balletti dei protagonisti iniziano a rompere i coglioni, l’assoluto ritardo mentale del Majin diventa improvvisamente stucchevole (lo stronzo si inciampa e cade dicendo “ahia” almeno ogni 5 minuti). Ecco che il sistema di salto inizia a far incazzare, soprattutto per chi, come me, nei vari platform è abituato a spiccare il balzo proprio al limite della piattaforma, qui si cade rovinosamente nel precipizio di turno. Ecco che si inizia ad auspicare la fine anche perchè andando avanti nella storia il tutto diventa un “cafudda (picchia), salta, raccogli collezionabili , sposta pedane”. Bello. Bella rottura di coglioni. Un discorso a parte poi lo meritano i collezionabili: ce ne sono una Madonna. Ma non solo è la quantità a spaventare, anche il cambiamento giorno/notte fa la sua parte. Dovete sapere infatti che nel gioco è presente sia il giorno che la notte. Ed ecco la fottuta genialata tutta giapponese: mettiamo dei collezionabili che si possono raccogliere solo di notte, sarà fighissimo eheheheh. Non lo è. Per raccogliere tali sfere gialle, è infatti necessario aspettare che la luna faccia capolino. E, se siete stronzi come me, che ne trovate la location appena all’alba, dovrete aspettare circa 30 minuti per attendere la venuta delle tenebre. Geniale.

In definitiva consiglio a tutti di giocarsi esclusivamente la demo del gioco e di evitare il titolo completo per non morire di noia profonda. Giuro su Dio, non fossi un completista malato di mente avrei già mandato a cagare il Majin e tutta la sua fottuta progenie. Ho lì sullo scaffale Batman da iniziare e mi trovo invischiato in questo inferno di sbadigli ed enigmi per minorati mentali. Fottuto Timmons.

Dante’s Inferno: come rovinare un ottimo gioco.

Oltre ai precedenti articoli che rimarcano alcune delle più belle strategie fotti-soldi degli ultimi anni e le relative vere e proprie truffe legalizzate – vedi DLC da 800 MP che durano 10 minuti – concentriamoci oggi, fottuti nerd che leggete, su un aspetto davvero singolare e che, sempre maggiormente sta prendendo piede. Chiameremo questo “fenomeno” : “il DLC che ti rovina il gioco”.

Davvero pregevole.

Perchè parlare di questo argomento?

Semplice: sto giocando dopo quattordicimila anni dall’uscita, al tanto blasonato Dante’s Inferno. Gioco spettacolare aggiungo io. Una storia ottima, una durata non eccessiva (anche perchè i gironi dell’inferno quelli sono), un ottimo gameplay e un sistema di combattimento fluido e piacevole. Se a questo si aggiunge il fatto che non è neanche presente l’obiettivo “Finisci il gioco a difficoltà super bruta pawa”, questo gioco, a mio parere si attesta su altissimi livelli. E diciamocelo: i 1000 G facili su ottimi giochi sono ormai diventati rari come gli unicorni bisex.

E poi?

Chiaro, via con i DLC.

E qui parte la stronzata: aggiungiamo un manipolo di arene da giocare online. Fai questo, fai quello, ammazza entro 30 secondi, ammazza solo questo, ammazza tutti tranne quello, ovviamente il tutto contornato da una bella mappa ritagliata ad arte dal single player. Chiaro. Queste “sfide” con obiettivi rigorosamente online snaturano completamente il gioco (qualcuno ha detto Brutal Legend?).  Oltre a tutto questo Visceral Games ci delizia con uno dei peggiori nuovi personaggi da controllare che io ricordi a memoria: Santa Lucia. Grazie. Davvero. Questa rincoglionita è davvero uno scandalo da utilizzare, mosse tristissime, resistenza ai danni vicina allo zero, sistema di combo praticamente ingestibile, senza contare una sfavillante bellezza. Però sa schivare, la troia. Niente da dire.

Con questo ennesimo contenuto aggiuntivo e, diciamocelo, la mostruosa difficoltà di alcune arene veramente bastarde, EA ha rovinato senza pietà un gioco davvero ottimo. Ora: tra dieci anni, mi ricorderò di Dante’s Inferno per l’ottimo single player o per la mostruosa rottura di cazzo delle arene? Questo tipo di operazioni vanno ad inficiare tutta una serie di scelte artistiche davvero azzeccate per guadagnare una manciata di  soldi in più. Chiaro, non si vive di sola aria, men che meno le multinazionali senza scrupoli dietro a questi titoli. Ogni tanto però sarebbe bello favorire l’esperienza del videogiocatore a scapito di qualche pugno di Euro per preservare l’integrità artistica di un titolo. Troppo eh?

Section 8: uno scandalo degno di nota.

Uscendo pesantemente fuori dal coro ho sempre trovato la saga di Halo scandalosamente brutta. Non mi sono mai capacitato di come la blasonata produzione Bungie sia riuscita a raccogliere così tanti fans sparsi per il globo. Il mio sgomento è ancora maggiore se penso alle milionate di copie vendute dal brand. Tutto è, a mio modo di vedere, scabroso: partendo dal comparto tecnico, passando per la trama, dai più considerata epica, a tratti davvero imbarazzante fino ad arrivare (parere personale) ai comandi davvero scandalosi. Questione di abitudine si potrà eccepire: certo, ma per chi, come me, è pesantemente abituato a Call Of Duty, il concetto stesso di sparare senza mirare (se si esclude lo sfavillante fucile di ‘sta ceppa di minchia) è chiaramente fuori dal mondo. Senza tralasciare l’aspetto più irritante a sicuramente più odiato a livello globale: le kill in salto. Sarà capitato a tutti prima o poi di beccare online qualche bimbominchia in un qualsiasi fps che ci fragga senza pietà saltando come una cavalletta. Di sicuro questo player proviene dal mondo di Halo.

Ogni volta che sul Live, qualcuno nomina questa odiata saga, la mia reazione/risposta è sempre la stessa: “Gioco di merda!”.

Fino ad oggi:

Section 8 è uscito ormai qualche anno fa. Section 8 è uscito con il compito di essere il nuovo Halo su xbox. Section 8 è principalmente un gioco online.

Section 8 fa ancora più schifo di Halo.

Se nel titolo Bungie, almeno si puo’ tentare di lodare il comparto online, con svariate modalità di gioco e una community solida e ultra completa di statistiche e informazioni, Section 8 si assesta sulla totale mediocrità a 360 gradi: non importa su quale aspetto ci si voglia focalizzare, tutto in questo gioco è un tripudio di grafica oscena, gameplay fatto alla cazzo in non più di 3 ore di lavoro (e se ci avete messo di più, ascoltate un cretino, cambiate lavoro) modalità da spararsi in faccia dalla noia e un senso di costante confusione che attanaglia anche il giocatore con uno stomaco forte. Chiudiamo il tutto con una campagna single player al limite del demenziale, con una trama che farebbe impallidire anche il mai troppo criticato Damnation.

Ecco servito su un piatto d’argento uno dei peggiori giochi che ho mai avuto il dispiacere di provare. Che Dio mi strafulmini se mai mi avvicinerò ancora a questo brand.

Bannati senza gloria!

Ieri un amico è stato bannato a tempo indeterminato dal live, gli è stata notificato con  una “glaciale” email  che da quel momento il suo profilo sarebbe risultato a lui inaccessibile e che il suo gamerscore sarebbe stato azzerato. La ragione di tutto ciò? L’uso di cheat!

Conosco personalmente questo sfortunato utente e posso testimoniare che non ne ha mai fatto uso, MAI! Il problema è che questa sentenza è come un fulmine scagliato dal “Monte Olimpo”, non c’è possibilità di appello, è a senso unico. Alla fine dell’email viene infatti specificato di non contattare in nessun modo Microsoft per addurre un’eventuale spiegazione a quello che, in questo caso specifico, può solo essere considerato un “madornale” errore!

Io sono assolutamente d’accordo con la politica Microsoft di tutelare i propri utenti, facendo sì che la competizione e la conquista degli obiettivi sia fatta in modo leale ma, a meno di non vivere in una monarchia assoluta o sotto legge marziale, da che mondo è mondo uno spazio per il dialogo è sempre stato concesso, in modo da non commettere clamorosi ERRORI (come in questo caso specifico)!

Perciò attenzione, potete essere stati corretti ed integerrimi nel vostro HardCoreGaming dal primo all’ultimo giorno, ma se la pallina gira e si ferma sul vostro numero (gamertag), tutto il vostro impegno, tutti i vostri punti G, tutte le ore di imprecazioni che avete dedicato ad un gioco o al raggiungimento di un obiettivo. . . “PUFF” si dissolveranno con un Click fatto a millemila chilometri di distanza, effettuato da un impiegato qualunque con il quale non potrete mai avere un confronto; al quale magari è solo caduta la tazza del caffè ed ha cliccato per sbaglio la vostra gamertag!

Anche su xbox live prende significato la frase “meglio un delinquente libero che un innocente in prigione” che tradotta nel nostro mondo potrebbe suonare: “meglio un cheater in circolazione che un HCG bannato”.

“Orwell 1984” , profezia o attualità?

Ubisoft e i DLC: una storia di bruciante dolore, posteriore.

Ancora dolorante per come THQ ha trattato il mio orifizio posteriore con lo scandaloso DLC di Saint’s Row The Third, mi appresto a dare la mia opinione su un altro DLC-inculata: l’ultimo di Assassin’s Creed Revelation’s.

Ma prima un po’ di storia:

La cara vecchia Ubisoft è entrata nel mondo del contenuto aggiuntivo quasi in sordina, con quella timidezza e riservatezza tipica dei francesi, proponendo come primo contenuto scaricabile il DLC di Assassin’s Creed 2. Tralasciamo il cattivo gusto di inserire in questo contenuto a pagamento i capitoli appositamente tolti dalla versione retail e passiamo a quello che era il vero nocciolo del problema: questo contenuto scaricabile non presentava obiettivi da sbloccare. Risultato: nessuno ha cagato questa espansione. A ragione, aggiungerei. Che senso ha aggiungere un’ora scarsa di gioco, a 800 MP, senza la possibilità di sbloccare alcun achievement?

Certo che, con il senno del poi, quelli erano tempi d’oro: il completista malato poteva allora scegliere autonomamente un DLC in base al suo valore, senza lo sconveniente disagio di dover acquistare “per forza” il contenuto per avere il gioco completo al 100%. Scenario ideale che è durato ben poco: i nostri “cugini” di Ubisoft infatti, hanno rimediato in tutta fretta al clamoroso errore di strategia visto in Assassin’s Creed 2. In primo luogo, sul successivo Assassin’s Creed Brotherhood, è stata aggiunta la modalità online, a loro dire per “ampliare l’esperienza di gioco e permettere a migliaia di persone di sfidarsi finalmente in spettacolari agguati da cespugli o fienili vari”.

Perfetto, benissimo, dieci e lode. O no?

Oltre a propinarci un online che chiamare scabroso è dire poco, i simpatici programmatori inseriscono anche vari obiettivi, per obbligare il solito stronzo cacciatore di achievements a doversi sucare interminabili ore di agonia a cercare un manipolo si stronzi seguendo un fottuto cerchiolino azzurro. E davvero: l’online è tutto qui. Certo, ci sono decine di modalità diverse ma vi sfido a trovare una significativa differenza tra le varie proposte.

Ed ecco che arriviamo ai giorni nostri e alla vera genialata: “Chi ce la fa fare di sbatterci per ore e ore a progettare nuovi capitoli per il single player di Assassin’s Creed Revelations quando possiamo semplicemente fare un rapido copia incolla propinando 3 mappe cacate per il multiplayer? Ah già, aggiungiamoci anche una manciata di achievements per invogliare gli stronzi che ci finanziano, e che vogliono avere il gioco completo, a spendere 560 MP (cinquecentosessanta) per un DLC da dieci minuti (cronometrati dal sottoscritto)”.

Ed il gioco è fatto: minimo lavoro, massima resa. Dopotutto i milioni di copie vendute da Call Of Duty non potevano che fare scuola. Dio benedica Activision per aver mostrato la strada alle sprovvedute software house europee.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: