Archivi categoria: Obiettivi

Efficienza vs Godimento: il completista è un hardcore gamer?

Un piccolo tarlo mentale sta opprimendo i miei sogni notturni: siamo certi che il collezionista abbia qualcosa a che fare con il videogiocatore?

rumble roses L’oppressione è dovuta, naturalmente, al tentativo di trovare un modo rapido, efficiente e leggero per concludere titoli acquistati tempo fa e mai completati al 100%. Contro ogni più naturale pulsione passionale, risfodero con deciso grugno il joypad e mi metto a fare rapidi calcoli ragionieristici. Mi convinco che passare 100 e più ore uscendo e rientrando dai menu di Rumble Roses XXX è cosa buona giusta: quel gioco ha su Trueachievements un rateo da paura, ne vale la pena. Poi alla centesima volta in cui la ripetizione non ha quasi più niente nemmeno del gesto meccanico, diventa puro loop masochistico, comincio a pormi qualche domanda.

Ma questa è vita? Questo significa godere del beneficio culturale / psicologico del videogiocare?

geralt di riviaIeri sera. Sono le 21:50. Decido di posticipare la visione di Sons of Anarchy di qualche minuto, ho voglia di giocare ma devo vedere come si evolvono le vicende a Charming. Decido di concentrarmi su un singolo obiettivino del sempre più convincente The Witcher 2, ovvero fare pokerissimo al gioco dei dadi, inanellando 5 lati uguali in max due tiri, dopodichè potrò dedicarmi ai brutti e cattivi motociclisti californiani. Avevo sottovalutato la situazione, altro che “qualche minuto”, il fottuto bleep dello sblocco è arrivato alle 23:53, ben due interminabili ore dopo. Il sangue pulsa, le vene arrossano gli occhi e la bestemmia è pronta a invocare l’ultimo degli arcangeli, come l’angelo della morte sul macellaio alla fiera dell’est. Tant’è che i cari sviluppatori del gioco sono pure polacchi, vedi come spesso nulla è dato al caso?

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Asura’s Wrath: innovazione illusoria o solo un grande spettacolo?

Ammettiamolo, quelli di Cyberconnect la devono aver pensata bene dopo essersi accorti che il loro gioco alla fine dura poco più che 6/7 ore cacate, che invero si riducono drasticamente a 3 se avrete la pazienza di rigiocarlo più di una volta stuprando come cani il tasto back per skippare i lunghissimi intermezzi filmati. La bella pensata è proprio legata al fatto che laddove c’è un’evidente lacuna di “sostanza” videoludica si è tentato di puntare tutto sul fattore novità e sulle caratteristiche di narrazione.

L’anima interiore del gioco relega alla narrazione infatti tutta la propria struttura; rende per assurdo l’action di Capcom molto più simile a Heavy Rain che a Bayonetta, per spararla grossa, nel tentativo di far partecipare alla storia il giocatore / telespettatore in maniera efficace. Il risultato, se ci si ferma alla prima run, è molto buono; la storia, seppur imbevuta di abnormali clichè tutto anime e giappone, si lascia guardare anche se si fatica a trovare sequenze memorabili o personaggi dal grande aplomb o, peggio ancora, di dialoghi indimenticabili (finito il gioco avrete la sensazione di aver sentito solo gente che urla). L’interazione coi segmenti animati è tutta basata, ovviamente, sugli amati QTE, che grazie a dio non sono particolarmente ostici se non in qualche sporadico caso. Il fatto che l’elemento casuale sia legato solo a pochissimi eventi, contrattacchi per lo più, fa si che se vi segnate le sequenze giuste di ogni capitolo sarete in grado di ripeterle senza troppe ansie le volte successive.

Volte successive. Ecco la solita genialata, ovviamente riservata ai malati completisti come il sottoscritto: per millarlo è necessario sfoderare la migliore delle pazienze che vi rimangono poichè come minimo, e se siete superpotenti, lo dovrete rigiocare 3 volte. Due delle quali ottenendo il fatidico “grado S” in ogni capitolo. Il fattore di valutazione, essendo un gioco Capcom, non poteva certo mancare e devo dire che anche in questo caso non hanno particolarmente esagerato in quanto a severità. L’unico parametro che a volte è leggermente più difficile da sostenere è quello legato al tempo, e il tutto andrebbe calibrato in base alla difficoltà di gioco (in difficile le botte le sentirete molto di più) e in base alla “barra” utilizzata, una serie di indicatori che sbloccherete man mano che proseguirete a milgiorare le vostre performances e che vi daranno speciali bonus in quanto a salute, energia o mosse speciali. Nulla di dannatamente complicato, il sistema action di gioco sarà legato a pochissime combo e a un sistema molto semplificato di mosse speciali e attacchi a distanza. Anche durante queste fasi sarà importante avere colpo d’occhio e intercettare QTE per effettuare contrattacchi o schivate devastanti. Personalmente mi sto trovando benissimo con una sequenza-tipo 90 volte su 100 efficace, soprattutto sui boss: attendete qualche istante in modo tale da vedere la mossa del nemico e appena vedrete iniziarla andate di schivata con    e immediatamente caricate il colpo tenendo premuto   seguito da una semplice combo (sempre 3 volte). Nella maggioranza dei casi il nemico sarà a terra e potrete sferrare il vostro colpo super-ninja-powered con .

Tutto qui, davvero. Con qualche isolata variante, come ad esempio se notate di finire sempre troppo distante dal nemico c’è l’utile combo salto tenuto premuto, o per eliminare in fretta i fastidiosissimi nemici volanti andate di selezione bersaglio con e poi salto e mentre siete in aria .

In definitiva, AW non è un brutto gioco. Tentare i gradi S nei vari capitoli e nelle varie difficoltà devo ammettere che è sufficientemente divertente. Il rischio è che si arrivi per conseguire gli obiettivi più difficili a una sorta di assuefazione – overdose, poichè il sistema di gioco nonostante sia fluido e semplice tende a stufare col tempo. In questo caso i premiati saranno coloro che riusciranno ad ottenere valutazioni alte fin da subito, non obbligando replay forzati delle stesse sezioni.

Asura’s Wrath: primo DLC e prima imbeccata sui prossimi (e saranno un sacco)

Dovrebbe essere disponibile a partire da oggi il primo di una serie di DLC che riguardano il nuovo titolo Capcom uscito il mese scorso. Trattasi di un capitolo aggiuntivo che si pone tra l’undicesimo e il dodicesimo, e presenterà il noto incontro tra il dio a 4 braccia e Ryu di Street Fighter.

Bene. Metto a corredo anche un video e vi invito a resistere alla visione fino alla fine, quando sembrano apparire le date di uscita dei prossimi DLC e sono una quantità preoccupante. Meno male che il gioco me l’ha regalato il fratello Doc23, poichè ho come l’impressione che, come già fatto presente tra le pagine di questo blog, anche dal Giappone hanno fiutato l’affare DLC e ci dovrò spendere sopra una fortuna.

Non è ancora chiarissimo se tale DLC aggiungerà ulteriori obiettivi, anche se sembrerebbe di no. Buono, se si è a caccia di achievements è un acquisto che si potrebbe bellamente evitare.

La console perfetta

console perfettaIl mio amico nabbo si è deciso, comprerà una console. Cerco di dargli un punto di vista acuto e tento di essere il meno fazioso possibile, anche se il tipo è recettivo come un sordo davanti allo stereo; credo abbia già deciso su quale sarà la console di sua scelta e ho il sospetto mi stia facendo perdere solo tempo.Comunque. Sostengo che l’iperprotettività di Nintendo la si percepisce addirittura nei menu, nell’attenzione al limite dell’esasperazione verso il giocatore, nel cullarlo, nel trattarlo come un bravo bimbetto. La casa giapponese ha Zelda e Super Mario Galaxy, che te lo dico a fare? Ma non si può giocare ad vitam solo a una manciata di titoli no?

La Playstation guarda il videogamer come un bieco consumatore: tenta di proporgli qualsiasi cosa, anche di poco valore, e il bello che spesso ci riesce, soprattutto per il sonaro di provenienza italica, dove Sony fa ancora buoni numeri sul mercato, laddove nel resto del mondo sembra stia piano piano andando verso il tracollo. Sarà che da popolo calciomane e schedinofilo, l’italiano medio una volta saputo che totti gioca con la play… Però ha un’esclusiva imprescindibile secondo me, ed è Yakuza

Xbox punta tutto sulla competitività, sull’esasperazione del primeggiare, in questo dimostrando tutta la sua natura americana da super yankee-marine che spacca culi a destra e a manca senza soluzione di continuità; ma detiene il primato senz’ombra di dubbio sui servizi online, ha diverse killer-app capaci da sole di smuovere interi mercati (si veda Halo e Gears of War) e ora con il Kinect tenta di accaparrarsi anche quella fetta casual finora nelle salde mani di Nintendo.

Ma soprattutto, gli achievements, gli Obiettivi miei cari. Non ci sono cazzi, Microsoft è riuscita ad estendere l’esperienza di gioco (e di sicuro anche una parte di business ancora inesplorata, si veda qualche post fa) a livelli nerd mai visti; creando quasi uno standard, un punto di riferimento imprescindibile. Si veda l’introduzione assolutamente tardiva dei trofei sulle console sony e la futura implementazione di un sistema del genere sulla prossima Wii U  (ed escludendo i sistemi di punteggio sui sistemi iOS e Android).

La scelta per il mio amico dovrebbe essere assolutamente chiara a questo punto, ma alla fine di tutto sto pippone lui sceglierà Sony. Chiaro, è un fottuto tifoso di calcio, come ho anche solo creduto per un istante che la sua scelta sarebbe potuta essere differente?

Il significato degli Obiettivi ovvero il moderno hardcore gaming

hardcore gamer

Forte dell’esperienza di ascoltatore vorace, e mediamente molto interessato alla musica da sedicente musico, con l’avanzare del tempo ho maturato l’idea che su tutto ciò che tanto abbiamo disprezzato, criticato e mal sopportato degli anni 80, qualcosina ce la porteremo sempre e comunque dentro. Ebbene si, mi sono ritrovato fan dei Duran Duran e non riesco a vergognarmene. E il discorso non cambia se si parla di videogiochi.

Di sicuro, i gamers che professavano in quel tempo erano tecnicamente meglio preparati e i giochi molto più intransigenti (come il Dr Lingua ha già ricordato tempo fa). Rispetto al mercato milionario odierno era davvero ben poca cosa, ma i casual non esistevano, gli stormi di giovani ragazzini al gamestop in preda a catarsi pokemoniane neppure, e nostra madre non si sarebbe mai abbassata a comprare un dannatissimo wii fit. C’era un connubio solido tra videogame e hardcore-gamer, ovvero non esisteva videogiocatore che non fosse anche un dannato hardcore-gamer.

Esiste un metro su cui misurare la bravura di un giocatore? L’Obiettivo, l’achievement, è senz’ombra di dubbio un metodo quasi scientifico da cui trarre conclusioni interessanti. Avendo una natura variabile a seconda del tipo di attività esso voglia premiare, non è più detto che oggi un gioco possa essere difficile a tutto tondo come un qualsiasi shooter a scrollimento di due decadi fa. Un gioco oggi può essere letto trasversalmente in diversi modi, può garantire soddisfazione ai nabbi quanto ai più bravi. Esiste dunque una difficoltà paragonabile ai giochi anni 80?

Cosa sono gli Achievements? Riassumendo una fonte wiki, “è quel sistema che misura il numero di obiettivi accumulati da un utilizzatore di un account Xbox Live. Questi punteggi (in italiano chiamati “Obiettivi”) sono ottenuti vincendo determinate sfide, tipo battere un livello specifico o vincere contro giocatori collegati online”. Quello che oggi è possibile, grazie alle tecnologie attuali di gran lunga superiori alle macchine vendute negli ottanta, è un identikit del videogamer molto più ricco di sfaccettature e sfumature, e dare senz’altro un giudizio molto più democratico, che può far apparire un gamer in gamba anche quando in realtà proprio non lo è (si veda l’astrusa difficoltà di molti titoli per Kinect che non hanno nulla a che vedere con la concezione classica di videogioco…). Ma non solo; sempre grazie all’abnorme quantità di strapotenza che attualmente è possibile infondere per la creazione di un videogame, oggi esistono concetti un tempo praticamente inesistenti: il collezionabile, il matchmaking, i meta-games, la personalizzazione, il completismo.

Ed è proprio questa l’ossessione, la mania. Vincere partecipando a un gioco, visto dal punto di vista dell’Obiettivo, non significa nulla; completarlo è la vera soddisfazione, sbloccarlo al 100%. Ma siamo al collezionismo estremo o è pura e semplice follia da giocatore?

Entrano in gioco due fattori: il livello di difficoltà e la statistica. Il livello di difficoltà ottenibile non è più solo quello selezionabile a inizio partita, ma anche quello relativo al conseguimento del 100% degli obiettivi. Esistono giochi dal livello di difficolta in game relativamente basso che presentano difficoltà piuttosto elevate per l’ottenimento del 100% degli achievements (ad esempio, molti jrpg alla Final Fantasy sono piuttosto facili da giocare, ma il numero e la difficoltà degli obiettivi a volte è a dir poco frustrante), altri più facili o più difficili in entrambi gli aspetti parallelamente (come Ninja Gaiden II, difficile da giocare e altrettanto difficile da completare al 100%).  La statistica è l’inevitabile aspetto del “chi ce l’ha più lungo” conseguente; ovvero, colui che detiene il maggior numero di giochi vinti al 100% merita il massimo rispetto, tutti gli altri che arrancano o che peggio ancora se ne fregano dovrebbero sparire dallo scenario dell’hardcore gaming.

La realtà probabilmente dietro a tutto questo è un dibattito che riguarda il mercato e le nuove tecniche di vendita. Il mercato del genere videoludico ha assunto negli ultimi anni livelli di sofisticazione impensabili un tempo, grazie a internet e alle vendite online, si vedano contenuti a pagamento, DLC, ma anche veri e propri servizi aggiuntivi per aumentare l’esperienza di gioco a livelli stratosferici, l’online, i pass di ogni tipo e via dicendo. Oggi è possibile grazie alla digital delivery distribuire giochi completi a pagamento senza approdare allo “scaffale”; l’utente compra direttamente usando la propria console standosene spaparanzato sul divano di turno. Il profitto ottenibile da tutte queste attività è massimizzato all’inverosimile e questo ha comportato non solo all’allargamento del business delle grandi multinazionali del settore, ma inevitabilmente a dirottare la mentalità del gamer verso panorami molto complessi che hanno influenzato in un qualche modo anche il modo in cui si gioca e aumentato a dismisura gli appassionati. Meglio detto, si tende a giocare qualsiasi cosa, e a buttar dentro le nostre console un numero disumano di titoli. Dunque oggi più che mai è possibile individuare senza troppa difficoltà il casual dal giocatore seriamente intenzionato a videogiocare? E’ un salto di qualità che avvicina alla perfezione lo stato dell’arte del videogaming. E se volete, come Icaro già qualche secolo fa: si, ha commesso qualche erroruccio di valutazione ma in fondo, chi non ne fa?

FINALMENTE la patch1.4 di Skyrim

Entro la mezzanotte di oggi 9 febbraio 2012 sarà disponibile la patch 1.4 per The Elder Scrolls V – Skyrim (se non si inventano qualcosa all’ultimo…) . Direi che il commento è uno solo: FINALMENTEEEEEE!!!!!

Il gioco ha ormai tre mesi di vita e, se non gli passa di mente di metterci la patch online, finalmente da stanotte anche noi “poveri idioti” con versioni non anglofone (in lingue diverse dall’inglese) potremmo finalmente millare il titolo. Cosa fino ad ora impossibile visto che avendo una qualunque versione in lingua non originale non c’era nessuna chance di sbloccare l’obiettivo “Criminale Perfetto!

La strada è stata lunga prima di arrivare all’odierno rilascio della patch, resa ancora più complicata dall’atteggiamento di Bethesda che dopo un paio di mesi che c’era un post aperto sul forum ufficiale del gioco, dal titolo “Master Criminal achievement bug” (ovvero “Criminale perfetto obiettivo buggato”), ha risposto agli utenti che stava investigando sulla veridicità di questa protesta e del bug stesso! Certo celo stavamo inventando tutti: italiani, francesi, tedeschi, polacchi, ecc.

E’ talmente divertente come scherzo che il dubbio era lecito… ma usate sostanze stupefacenti? A chi ca##o viene in mente di fare proteste per mesi da diversi stati per un problema inesistente? Direi che hanno un bel problema con le “paranoie da cospirazione”!

Una decina di giorni fa finalmenta la patch era pronta per PC ed è stata sottoposta a Microsoft per l’approvazione per Xbox360 ed a Sony per la madesima approvazione per PS3. L’ok è arrivato da entrambi i colossi e stasera i completisti come me potranno FINALMENTE millare questo indiscusso capolavoro… ovviamente in attesa dei dlc.

La patch oltre a darci la possibilità di millare il gioco correggerà anche parecchi altri errori. Se volete sapere quali nel dettaglio leggete aprite qui sotto la tendina per leggere l’articolo per intero:

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