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Epic Game Fail: la top 5 di giugno 2012

Trovandomi a corto di idee, frastornato dal caldo, dalle ultime spossanti giornate di lavoro pre-feriale e dalle interminabili sessioni di grind sulle sgobbate del single player di Max Payne 3, mi ritrovo a spulciare i vari canali nerd di YouTube e salta fuori questo sub-channel di Achievement Hunter chiamato Game Fails. Finalmente qualcuno di realmente sano di mente che ha deciso di organizzare e pubblicare una serie infinita di glitch dei nostri beneamati videogiuochi. Vado pazzo per sti video.

E’ di 3 giorni fa l’ultimo dei quali, una bella classifichina dei migliori 5 del mese di Giugno. Grande protagonista, e non si fa fatica a crederlo, è Skyrim, che non pago di passare per il gioco più buggato di tutto il sistema solare dall’epoca del Big Bang, ce l’ha messa tutta per battere ogni record di inaffidabilità con l’iniezione di giganteschi nuovi malfunzionamenti anche sui DLC (vedasi Dawnguard) che minano non solo le quest relative, ma tutto l’impianto di gioco. Come dire, le cose le sanno fare alla stragande alla Bethesda.

Passando al video che potrete comodamente visionare in calce (in meno di 4 minuti finisce, non perderete troppo tempo, garantito), ecco le traduzioni delle didascalie. Oggi sono in vena di buonismo e gentilezze assortite, non c’è di che. Anche se in effetti piazzo un fottuto spoiler sul video, guardatevelo lo stesso…

– #5 FIFA 2012  “Scusa.. sembrava la palla…”

– #4 TEAM FORTRESS 2 “Grazie… è molto più semplice spararti da qua”

– #3 SKYRIM “Equitazione – Ok, adesso stai a vedere”

– #2 HALO REACH “Spartan…sotto vetro”

– #1 SKATE 3 “Ho paura di lasciarmi andare!”

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[Aggiornato] Nuova Xbox? Sucare!

Obiettivo Sbloccato

Aggiornato 14/03/2012: In una recente dichiarazione Micorosft conferma che nessuna nuova console verrà presentata nel corso del 2012. Mai il titolo di un post fu così azzeccato.
Spezzando milioni di cuori di videogiocatori ormai quasi indignati dal mostruoso divario tra console e pc (basti pensare a Battlefield 3), Microsoft annuncia che nessuna nuova console verrà rilasciata nel 2012. Che è un po’ come  dire: del Wii U (console next gen di Nintendo) ce ne battiamo le palle.

Discorso tutto sommato giusto. La nuova console Nintendo, come l’attuale Wii, si rivolge principalmente ad un pubblico di casual gamers (se un Donkey Kong Country puo’ considerarsi un gioco da bimbiminchia), mentre l’Xbox, come la PS3,  si rivolge maggiormente ad un diverso tipo di player: la mitica creatura conosciuta con il nome di HARDCORE GAMER.

Ora: la data più probabile per l’uscita della nuova console è fine 2013. I bene informati infatti…

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Xbox: 10 anni di potenza e innovazione

Alla fine è un compleanno felice, il decimo, da quel lontano 14 marzo 2002; l’arrivo di una nuova console che portava sulla schiena un marchio che certo non poteva passare inosservato: Microsoft. Fu un momento catartico, un periodo indimenticato, poichè rappresentò una sorta di rivoluzione e novità in un mercato il cui dominio playstation era in realtà una orrenda obbligazione che sapeva di regime  e puzzava di Orwell lontano un miglio.

Xbox fu la scelta quasi obbligata del gamer più sperimentatore, del geek attento alla tecnologia e all’evoluzione che l’accompagna. L’ imponente chassis nero arrivò tra le nostre mani come scesa dal cielo, come una sorta di monolite in stile “2001 Odissea nello Spazio”; avevo capito fin da subito che avrebbe rappresentato qualcosa di grande, qualcosa di quasi religioso, come nel film di Kubrick. Una sorta di console-profezia, comprarla non significava solamente manifestare vigorosamente contro Sony e contro una monotonia di mercato insopportabile, ma soprattutto significava dare una possibilità al console-gaming di evolversi, e di gettare le basi per quello che si rivelerà il futuro.

Microsoft corredò la propria macchina da gioco con componentistiche particolari, che resero il cubo e la plasystation giocattoli a confronto; un hard disk ATA di serie, un’interfaccia ethernet, un processore Celeron da 733Mhz, 64 MB di SDRAM da 200Mhz e una GPU nVidia NV2A. Praticamente un PC. Come sappiamo, non basta una strabordante potenza per poter spiccare in maniera incisiva sul mercato, e infatti l’epoca della prima Xbox fu costellato di clamorosi insuccessi e incredibli flop. Da non crederci, aggiungerei io. A parte la sfortunatissima vicenda giapponese, con un brand che a tutt’oggi fatica ad emergere, probabilmente più per ragioni culturali che di qualità vera e propria, anche nel resto del mondo la Xbox venne accolta freddamente e con scarsi risultati di vendita; il monopolio playstation è devastante, e Microsoft incassa pugni, per una volta, e non soldi.

Eppure. La nascita del Live Arcade e dell’influenza che ebbe rispetto a tutti gli altri competitor, che arrivarono decisamente in ritardo, non è cosa da poco. A cui si aggiungano notevoli esclusive che resero unica la scelta Xbox: Fable, Dead or Alive 3, Project Gotham Racing, furono tra i primi a svettare rispetto alla concorrenza, portando in casi eccezionali anche grandissime esclusive playstation a disposizione degli utenti xbox, primo tra tutti Grand Theft Auto. Nel periodo di vita adulto del monolite microsoft, non finirono altre gustosissime esclusive quali KOTOR (un paio di rpg davvero indimenticabili), Ninja Gaiden, Riddick, Jade Empire, Rallysport Challenge. Grafica ultrapompata, potenza di calcolo assolutamente sopra la media, era facile pensare di avere tra le mani una console dalle potenzialità enormi e dalla personalità crescente di anno in anno. Era facile pensare che con Xbox e suoi enormi joypad saremmo stati tutti traghettati da lì a poco alla next-generation di console, era elettrizzante credere che avremmo potuto assistere alla nascita di una nuova era, scegliendo Xbox.

E credo non ci siamo sbagliati affatto.

Mass Effect 3 e il bug italico: stringimi, ho freddo.

Non curante della Madonna di post con chiaro sdegno da parte nostra per i limitato uso di beta tester sul suolo europeo, è con infinita disperazione che vi informo, per i super nabbi che ancora non lo sapessero, che il tanto blasonato Mass Effect 3 presenta un ricco e succulento bug per la versione italiana. Chiaro.

Dopo essere finiti in fondo a qualunque classifica di credibilità mondiale, dopo essere considerati dalle grande aziende allo stremo del Sud Africa (basti pensare alla rinnovata considerazione mostrata da Apple, facendo uscire il nuovo iPad sul nostro suolo in concomitanza con il Vietnam), dopo essere considerati, a ragione, uno dei popoli che più scarica giochi al mondo, dopo aver causato bestemmie al fulmicotone per il famoso bug di Skyrim, che chiaramente impediva di millare il gioco, eccoci ad un altro gioioso “trattamento di favore”. Sì perchè il bug di cui si parla relativo ad una particolare missione secondaria del gioco, è localizzato ESCLUSIVAMENTE nella versione italiana del gioco. Fine della fiera. Il gioco, ad oggi non è millabile, almeno nel nostro paese, a causa di un errore che fa bloccare la console ad un certo punto della storia.

Come di consueto il forum BioWare è stato preso di mira manco fosse il blog di Charles Manson: con palesi incazzature da parte dei videogiocatori e un altrettanto incredibile attenzione da parte della software house che si è degnata di rispondere al post ben 3 volte ( chi ha frequentato il forum Bathesda, sa di cosa parlo). L’impressione dalle prime risposte e che i nostri amici di BioWare abbiano le mutande piene, dando l’impressione di non sapere che pesci pigliare. Da notare inoltre che il bug, a quanto sembra, è un’esclusiva di inizio anno relativo esclusivamente alla 360. La fottuta console Sony infatti è immune da questo giocoso bug birichino, ne presenta altri per carità, ma niente che sia lontanamente paragonabile a questo. Personalmente la mia copia di Mass Effect 3 è lì su una sedia, ad aspettare che trovino una soluzione al problema, sperando che abbiano il buon gusto di non far uscire altri DLC nell’attesa di una patch.

Ah, che coglione!

Dimenticavo che stiamo parlando di un gioco EA.

Desideri impossibili: Shenmue III

shenmueSono passati poco meno di 10 anni da quando finii sulla prima gloriosa Xbox Shenmue II, ma il ricordo, contrariamente a una miriade di titoli giocati anche recentemente, continua a persistere indelebile nella mia mente. Il lavoro che Yu Suzuki ci ha rilasciato è un compendio di gioco freeroaming, di picchiaduro e di RPG in armonica fusione con elementi drammaturgici tipicamente orientali come i film gongfu, certi dramas romantici molto vicini al concetto di telenovelas sudamericana più nota a noi europei, più elementi caratteristici propri, che rendono ancora oggi Shenmue un titolo dotato di una strabordante personalità e dove ogni personaggio è stato caratterizzato a tutto tondo, netto come una linea su un foglio bianco. Un po’ Frank Miller se volete e un po’ Tarantino, ma ben prima che uscisse Kill Bill parte I…

Dotato di un gameplay silenziosamente progressivo, cioè che premia il giocatore che nonostante si trovi spaesato inizialmente da un sistema abbastanza complesso di combo, proiezioni e contromosse decida di perseverare imparando a spese del più classico retry & learn comandi sempre più efficaci, ritrovandosi più avanti nel gioco a trattare con decisa facilità nemici che inizialmente sembravano invalicabili. Mai fuori luogo e ben inserite nella narrazione i classici momenti QTE (anche qui siamo una decade prima del recentissimo Asura’s Wrath…) che saranno utilizzati anche in un buon numero di mini-giochi a corollario della storia principale.

shenmueMini-giochi, si diceva. Ciò che rende infinitamente rigiocabile Shenmue è la dotazione di passatempi di contorno davvero esemplare. Ryo Hazuki, il giovane protagonista di una storia che è riassumibile nel classico canovaccio della vendetta e del riscatto, e di un padre assassinato, è in fondo uno straordinario perditempo, un uomo a cui piace tra un’indagine e l’altra, nell’affannosa (a sua detta) ricerca del colpevole, passare ore e ore in sala giochi alle prese coi classici Sega come Space Harrier e Hang-On, o andare nei vari mercatini per completare infinite collezioni di statuine dei personaggi Sega, o ancora lavorando di tanto in tanto come scaricatore di porto. Non si farà mancare certo qualche garetta in muletto, o un bel match a braccio di ferro coi più fetidi e cattivi energumenti di Hong Kong, qualche scommessina qua e là fino ad arrivare a partecipare a mirabolanti tornei di arti marziali. Tutto per soldi, tutto perchè Ryo è un tuttofare efficace ma attento all’economia come nemmeno Tony Vercetti… e ci si diverte un mondo a impersonarlo.

Tutto sto ben di dio ahimè non ha mai potuto concludersi in una terza parte. Il finale di Shenmue II è il classico cliffhanger che prevede chiaramente un sequel, un terzo episodio. Per ragioni economiche Sega decise di non investire più in un progetto così oneroso a fronte di un risultato di vendite assai deludente (e alquanto incredibile), e di lasciare il brand di Suzuki in uno stato di glaciale standby. Ecco il motivo del desiderio impossibile: Suzuki infatti non ha mai dichiarato la faccenda Shenmue chiusa, lasciando spesso intendere che forse un giorno si potrà riavere quello che il vile mercato ci ha negato per così tanto tempo. E’ recente la notizia di una sua dichiarazione possibilista per un’eventuale acquisizione dei diritti da Sega da parte della YsNet, la software house di sua proprietà, che fa intendere l’intenzione di riappropriarsi del brand e di poterne disporre liberamente e senza vincoli. Nulla di concreto, ma chiari segnali di intenzionalità…

shenmueIo ci continuo a sperare e sogno una riedizione del primo e secondo capitolo in HD (sulla scia di una tendenza attuale che sembra sempre più funzionare, come Metal Gear, Silent Hill e l’immninente collection di Devil May Cry), magari ricchi di achievements e scaricabili su Live Arcade a prezzi abbordabili, e infine una grandissima edizione di Shenmue III, magari incesellata in qualche collector stratosferica, con artwork, dvd, colonna sonora e perchè no il mitico “zainetto” di Ryo in versione 1:1

Un desiderio davvero impossibile?

La dura vita dell’HardCore Gamer

L’HardCore Gamer (HCG) è una persona normale all’apparenza, ha un suo lavoro oppure studia, è parte di una famiglia, ha degli amici, ha una ragazza/o, una moglie/marito… già da tutti questi ” / ” (slash) avete capito che l’HCG non è per forza di sesso maschile (anche se il sesso femminile latita, soprattutto nel panorama italiano), l’altra cosa da tenere presente è che se lo incontrate in giro (e di sicuro sarà già capitato) non glielo leggete in faccia, non avrà per forza una maglietta con la sua gamertag o il suo eroe videoludico preferito stampato sopra, ma sarà in giacca e cravatta, trasandato, in tuta, alla moda, in più può avere qualunque età… l’HCG non ha un costume, non è un supereroe (se non nel live), può essere un vostro parente, un vostro amico, il lattaio, il meccanico, il commercialista, chiunque. Ce l’avete sempre avuto sotto gli occhi, lo conoscete da anni, è una persona seria, ma se non condividete la sua passione potrete non sapere mai di averlo accanto perchè è riservato, non è disposto a condividere la sua seconda identità se non per necessità o per la certezza che voi possiate capire questo suo lato.

Spesso l’HCG viene automaticamente considerato un  Nerd; ma facciamo un passo indietro, sappiamo veramente la definizione di chi sia un Nerd? Facciamoci aiutare dalla fidata Wikipedia:

Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Lo stereotipo vede queste persone affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica; i “nerd” sono inoltre considerati poco interessati alle attività sportive e sociali. Anche l’aspetto esteriore è rappresentato da un cliché ben definito: indossano vestiti niente affatto alla moda, spesso tipici di persone più in là con gli anni (come gilet o mocassini). A partire dagli anni novanta molte persone che si consideravano “nerd” iniziarono a sostenere che tale appellativo avesse una valenza positiva, ed iniziarono ad usarlo per connotare le persone che hanno competenze tecniche di un certo livello, tralasciando ogni implicazione riguardo alla socialità e socievolezza.

No, l’HCG non è per forza un nerd, PUO’ esserlo, ma non per definizione!! Ma allora chi è?

L’HCG, originale solo in ambito Xbox, è tendenzialmente un accanito completista di giochi, deve, come usa dire, millarli, e per farlo non si tira indietro di fronte a nulla: vesciche sulle dita per i picchiaduro, pacchi di Red Bull per gli rpg, lettere di scomunica dal Vaticano (eh capita) per i platform o le arene fino agli strappi muscolari per il Kinect. E’ sicuramente da annoverare nella categoria degli ossessivo-compulsivi, è in grado di ripetere la stessa operazione mille volte fino a quando non raggiunge il risultato auspicato.

L’HCG non è solo dedito agli obblighi del suo status, ha degli hobby, continua ad interpretare alla perfezione il suo ruolo nella società, diventando funambolo, contorsionista ed illusionista nello stesso momento per potersi ritagliare il giusto tempo per coltivare la propria passione!

Essere HCG è uno stato mentale, evidenziato dal modo ed dall’impegno, nel quale un boxaro vive per raggiungere un traguardo il più vicino possibile al 100% tra i giochi messi sulla console e quelli millati. La Perfezione!

HCG non si nasce ma si diventa! Appena aquistata la console si mettono i giochi che qualcuno ci consiglia o quelli che ci “ispirano”, ed ecco la prima zavorra che l’HCG si porterà dietro per anni! Tra questi giochi scelti, diciamolo, senza una vera e propria cognizione di causa, ci saranno titoli che dovrà portarsi dietro per anni. Perchè non sono il suo genere, perchè gli hanno poi fatto schifo, perchè sono pressochè impossibili da finire… ma l’HCG non molla, come una piccola formichina ogni tanto gli da una “botta” ed avanza all’agognato 1000G!

Non è facile essere un HCG, solo chi fa parte di questa “Tribù” può veramente capire la frustrazione, le ore, le inca##ature che questo status implica!

Non siamo dei reietti, siamo atleti, studiosi, lavoratori, studenti, imprenditori, dipendenti, eleganti, alternativi, siamo ovunque, tra di Voi. Questo ulteriore fardello nella vita ce lo siamo cercato Noi e siamo felici di conviverci, nonostante i problemi che ci crea, ma Noi abbiamo un obiettivo e vogliamo a tutti i costi che questo diventi un “OBIETTIVO SBLOCCATO“.

Potete essere d’accordo su tutto ciò che ho scritto o solo in parte, ma se avete una Xbox 360 e non vi riconoscete in nulla di ciò che ho scritto è bene che voi sappiate che c’è un termine per definirvi: – – CASUAL – –

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