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Ubisoft e i DLC: una storia di bruciante dolore, posteriore.

Ancora dolorante per come THQ ha trattato il mio orifizio posteriore con lo scandaloso DLC di Saint’s Row The Third, mi appresto a dare la mia opinione su un altro DLC-inculata: l’ultimo di Assassin’s Creed Revelation’s.

Ma prima un po’ di storia:

La cara vecchia Ubisoft è entrata nel mondo del contenuto aggiuntivo quasi in sordina, con quella timidezza e riservatezza tipica dei francesi, proponendo come primo contenuto scaricabile il DLC di Assassin’s Creed 2. Tralasciamo il cattivo gusto di inserire in questo contenuto a pagamento i capitoli appositamente tolti dalla versione retail e passiamo a quello che era il vero nocciolo del problema: questo contenuto scaricabile non presentava obiettivi da sbloccare. Risultato: nessuno ha cagato questa espansione. A ragione, aggiungerei. Che senso ha aggiungere un’ora scarsa di gioco, a 800 MP, senza la possibilità di sbloccare alcun achievement?

Certo che, con il senno del poi, quelli erano tempi d’oro: il completista malato poteva allora scegliere autonomamente un DLC in base al suo valore, senza lo sconveniente disagio di dover acquistare “per forza” il contenuto per avere il gioco completo al 100%. Scenario ideale che è durato ben poco: i nostri “cugini” di Ubisoft infatti, hanno rimediato in tutta fretta al clamoroso errore di strategia visto in Assassin’s Creed 2. In primo luogo, sul successivo Assassin’s Creed Brotherhood, è stata aggiunta la modalità online, a loro dire per “ampliare l’esperienza di gioco e permettere a migliaia di persone di sfidarsi finalmente in spettacolari agguati da cespugli o fienili vari”.

Perfetto, benissimo, dieci e lode. O no?

Oltre a propinarci un online che chiamare scabroso è dire poco, i simpatici programmatori inseriscono anche vari obiettivi, per obbligare il solito stronzo cacciatore di achievements a doversi sucare interminabili ore di agonia a cercare un manipolo si stronzi seguendo un fottuto cerchiolino azzurro. E davvero: l’online è tutto qui. Certo, ci sono decine di modalità diverse ma vi sfido a trovare una significativa differenza tra le varie proposte.

Ed ecco che arriviamo ai giorni nostri e alla vera genialata: “Chi ce la fa fare di sbatterci per ore e ore a progettare nuovi capitoli per il single player di Assassin’s Creed Revelations quando possiamo semplicemente fare un rapido copia incolla propinando 3 mappe cacate per il multiplayer? Ah già, aggiungiamoci anche una manciata di achievements per invogliare gli stronzi che ci finanziano, e che vogliono avere il gioco completo, a spendere 560 MP (cinquecentosessanta) per un DLC da dieci minuti (cronometrati dal sottoscritto)”.

Ed il gioco è fatto: minimo lavoro, massima resa. Dopotutto i milioni di copie vendute da Call Of Duty non potevano che fare scuola. Dio benedica Activision per aver mostrato la strada alle sprovvedute software house europee.

Obiettivo NON sbloccato!

Ricchi momenti per tutti i cacciatori di obiettivi. Mai come in questo periodo sono stati segnalati così tanti bug relativi ai nostri amati achievments.

Basti pensare, per esempio,  al mitico Skyrim e relativo bug dell’obiettivo “Criminale Supremo”. Noi europei, che siamo notoriamente stronzi, non potremo millare il gioco fino a quando la fottuta Bateshda non si deciderà a rilasciare l’update 1.4. E , dall’interesse dimostrato sul proprio forum riguardo alla faccenda, sto aspettando questo aggiornamento con il culo serrato.

Stesso discorso per quanto riguarda il molto meno riuscito Assassin Creed: Revelations. Gioco detestato in particolare da uno di noi ( non faccio nomi) riguardo all’obiettivo “Topo di Biblioteca”. Mentre, appena acquistato il gioco, l’obiettivo era tranquillamente sbloccabile, dopo l’update di turno era impossibile ottenerlo a meno di cancellare l’aggiornamento e provvedere a sbloccarlo offline.

Questi sono solo un paio di esempi, gli ultimi in ordine cronologico. Ma si potrebbe andare avanti per ore.

Ora, dopo questo pippone di apertura, la domanda (o meglio le domande) sorge spontanea: ma esistono ancora i fottuti beta tester che provano i giochi prima di immetterli sul mercato? Che cazzo di senso ha inserire nel gioco obiettivi astrusi tipo “registrati sul sito, entra nella comunità” che puntualmente dopo un anno sono un delirio da ottenere? Che senso ha riempire i giochi di obiettivi online se in media, a parte i giochi più blasonati, i server chiudono alla velocità della luce ( EA grazie di esistere)? Siamo stronzi noi a darvi i soldi? Siete stronzi voi a rendere la vita del pro-gamer una vera merda?

Domande retoriche probabilmente. Meglio non incazzarsi e chiudere con il mai troppo abusato: “Chi vivrà vedrà”.

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