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Supporto Kinect Skyrim: come ti accalappio il casualone

skyrimLa notizia sarà già nota ai più, ma come non parlarne anche qui? Ebbene si, Skyrim beneficerà del supporto del Kinotto e darà tra le ancora non meglio specificate possibilità quella di poter urlare in salsa draconica tutto il vostro astio contro il Leech di turno, o contro la vostra fedifraga moglie colta in fragrante col maestro arciere di Whiterun. Mai tornare a casa prima del tempo, e aumentate la dannata forza se volete un boosting di burden tale che in tasca vi starà tanta più paccottiglia raschiata via dai più luridi dungeon nell’Eastmarch quanta più sarà la vostra voglia di esplorazione! Si perchè fare spola troppo spesso a casa per riporre i preziosi bottini (che tanto non userete mai) rischiate di trovarvi soprese poco gradite; come si dice, occhio non vede… Oh si, e adesso che potrete dare ordini ai vostri galoppini direttamente imprecando verso la testa piatta del kinotto, o Fus-Doh-Rare a destra e a manca come un pazzo beh, direi che nemmeno il casualone più pervertito può farsi sfuggire l’occasione di giocare a uno dei migliori titoli usciti negli ultimi 12 mesi.

Occhio che a breve Bathesda rivelerà i primi contenuti dei prossimi DLC, già annunciati in pompa magna come se dovessero essere delle figate pazzesche!

FINALMENTE la patch1.4 di Skyrim

Entro la mezzanotte di oggi 9 febbraio 2012 sarà disponibile la patch 1.4 per The Elder Scrolls V – Skyrim (se non si inventano qualcosa all’ultimo…) . Direi che il commento è uno solo: FINALMENTEEEEEE!!!!!

Il gioco ha ormai tre mesi di vita e, se non gli passa di mente di metterci la patch online, finalmente da stanotte anche noi “poveri idioti” con versioni non anglofone (in lingue diverse dall’inglese) potremmo finalmente millare il titolo. Cosa fino ad ora impossibile visto che avendo una qualunque versione in lingua non originale non c’era nessuna chance di sbloccare l’obiettivo “Criminale Perfetto!

La strada è stata lunga prima di arrivare all’odierno rilascio della patch, resa ancora più complicata dall’atteggiamento di Bethesda che dopo un paio di mesi che c’era un post aperto sul forum ufficiale del gioco, dal titolo “Master Criminal achievement bug” (ovvero “Criminale perfetto obiettivo buggato”), ha risposto agli utenti che stava investigando sulla veridicità di questa protesta e del bug stesso! Certo celo stavamo inventando tutti: italiani, francesi, tedeschi, polacchi, ecc.

E’ talmente divertente come scherzo che il dubbio era lecito… ma usate sostanze stupefacenti? A chi ca##o viene in mente di fare proteste per mesi da diversi stati per un problema inesistente? Direi che hanno un bel problema con le “paranoie da cospirazione”!

Una decina di giorni fa finalmenta la patch era pronta per PC ed è stata sottoposta a Microsoft per l’approvazione per Xbox360 ed a Sony per la madesima approvazione per PS3. L’ok è arrivato da entrambi i colossi e stasera i completisti come me potranno FINALMENTE millare questo indiscusso capolavoro… ovviamente in attesa dei dlc.

La patch oltre a darci la possibilità di millare il gioco correggerà anche parecchi altri errori. Se volete sapere quali nel dettaglio leggete aprite qui sotto la tendina per leggere l’articolo per intero:

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Apologia sui brutti giochi

Che sia messo agli atti: questo post non salverà dalla definizione di “brutto gioco” i brutti giochi poichè inevitabilmente e inesorabilmente i brutti giochi sono brutti giochi. Possiamo definirli e criticarli amaramente cogliendo quasi sempre nel segno. Le terminologie si sprecano: legnoso e approssimativo nelle meccaniche, noiosissimo nella parte narrativa, vetusto e con qualche serio problema di programmazione, graficamente inadeguato (senza contare che i più technology-geeks tirerebbero fuori vocaboli come “freeze”, “badclipping”, “compenetrazioni poligonali”, ecc).

Sebbene però più in generale mi scopra brutalmente accanito contro tutti i giochi “brutti”  sto, per ragioni a me ignote, stranamente maturando un crescente bisogno di difendere tale bruttezza, quasi in un impeto di preservazione della stessa, di difesa del reietto. Come se dovessi salvare la faccia all’amico fragilino vittima del bulletto di turno.

Prendiamo ad esempio Dead or Alive Xtreme 2. Un vero e proprio insulto al level design, dove l’esperienza ludica si risolve in drammatici tentativi di soddisfare il proprio lato voyeuristico relegando al “vedere gnocche da paura in costume” tutta la soddisfazione di gioco. Eppure… avete presente le sezioni pallavolistiche? ebbene, il semplice attacco-difesa per qualche strano motivo sembra far tornare i conti e, nonostante tutto, ci si diverte. In quel frangente, ripetitivo e seccante, c’è sostanza per motivare una vincita, per giustificare una sessione di gioco. Lo scopo è puro clichè: se vinco posso vedere un maggior numero di costumi addosso alle tipine seminude. E da qui il famoso “solletico ormonale” del voyeur (se non altro, un concetto di sessualità sviluppata per soddisfare la mera osservazione che è radicatissima nella cultura pornografica giapponese). Lontano dal considerare il giocatore così banalmente primitivo, mi rendo conto però che nel caso di questi giochi Tecmo la leva è tendenzialmente quella del recupero delle nostre voluttà più basse, nel solleticare una perversione, nel vedere e non toccare. Il concept dietro a tutto questo non nasconde la sostanziale mancanza di videogiochi pornografici sul mercato mainstream-console che inconsciamente spinge il videogiocatore ad accontentarsi di molto poco. D’altronde la schiera di videogames che consentono una gestione libera e smaccatamente ambigua dei “costumi” spazia anche in titoli in cui non è necessaria ai fini del gameplay (Bayonetta, Fist of the North Star, praticamente tutti i picchiaduro à la Street Fighter, e tanti altri).

Two WorldsCapitolo a parte meriterebbe Two Worlds, l’incredibilmente squallido RPG di scuola occidentale che ebbi modo di provare totalmente sulla mia pelle (e palle, a seconda del momento); giocandolo ho capito una cosa che mi era sfuggita a prima vista e che mi chiedo se sia un aspetto comunque da tener conto nell’analisi qualitativa di un titolo: l’emotività del programmatore. In Two Worlds c’è una sorta di attegiamento reverenziale, uno spasmodico desiderio di omaggiare, tributare, un caposaldo del videogioco moderno che è la serie degli Elder Scrolls, in particolare di Oblivion. In questo senso il gioco acquista un’atmosfera diversa, più tenera, più infantile, si percepisce la voglia di fare meglio rispetto ad un indiscusso capolavoro, ma al contempo si innalza il proprio metro di paragone, un po’ come nell’arte figurativa dove spesso è impossibile dare un giudizio sull’opera senza fare considerazioni sull’autore.

zuma popcapPer finire, come non ricordare l’alta schiera di videogames di qualità medio-bassa che hanno letteralmente saturato il Marketplace Live di Xbox? Primo fra tanti esponenti del brutto che avanza è Zuma: attenzione, il noto puzzle game di PopCap di per sè non è affatto male, anzi! Devo ammettere di aver passato su PC molto più tempo di quanto avessi mai potuto prevedere per finire il fottuto ultimo livello “in nero”, peraltro raggiunto ben più di una manciata di volte, e con una dozzina di vite ancora a disposizione (son potente anch’io quando sono ispirato). Il gioco è salvo solo se controllato via mouse, poichè Zuma non è stato concepito per essere giocato col joypad, cazzo! Le meccaniche di gioco della versione Xbox sono state adattate prendendole paro paro da quelle PC e non si è sprecata alcuna fatica nel tentativo di formare un sistema DECENTE adatto ai controller per console, quello che un cristiano comune chiamerebbe “buon adattamento” o per farsi capire in linguaggio geeks “buon porting”. Eppure, il carisma e la caparbietà qualitativa del gioco riescono a venir fuori nonostante tutto anche nella versione XBLA, soprattutto per chi fosse a caccia di Obiettivi o per coloro che amano le sfide al limite della capacità umana; è la summa massima di quello che un puzzle game dovrebbe essere, è “easy to learn, hard to master”, facile da apprendere, difficile da padroneggiare al massimo, e vi darà sufficiente dipendenza come una delle droghe più buone.

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