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Sleeping Dogs – come imparare la guida anglossassone a sinistra menando duro come Bruce Lee

E’ ufficiale, Sleeping Dogs m’attizza. Sarà mio al day one. Dal video salta fuori questa missioncina che in circa dieci minuti rende più o meno l’idea sul cosa aspettarsi: azione di lotta/combo free flow alla Batman, sessioni sparatutto con tanto di pseudo bullet-time alla Max Payne, mondo open con tanto di veicoli, moto e strade tutte illuminate alla (oooohhgggià) Grand Theft Auto, ambienti interattivi sui quali profanare i vari ani che di volta in volta spaccheremo, QTE ma senza esagerare, mosse finali in slo-motion, mini-giochi assortiti ma soprattutto…

Guida a sinistra all’inglese!

Non avevo mai ragionato su quanto possa influire sul gameplay una cosa così banalmente nota, la guida anglosassone! Almeno dai video, io già so che mi ci dovrò abituare…

Il tutto ovviamente condito con arti marziali, cinema gongfu, hong kong (che merita un premio come città più videogiocoriprodotta in assoluto) e sbirro cinese letale. In pratica, gli ingredienti corretti per un fottuto capolavoro.

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Desideri impossibili: Shenmue III

shenmueSono passati poco meno di 10 anni da quando finii sulla prima gloriosa Xbox Shenmue II, ma il ricordo, contrariamente a una miriade di titoli giocati anche recentemente, continua a persistere indelebile nella mia mente. Il lavoro che Yu Suzuki ci ha rilasciato è un compendio di gioco freeroaming, di picchiaduro e di RPG in armonica fusione con elementi drammaturgici tipicamente orientali come i film gongfu, certi dramas romantici molto vicini al concetto di telenovelas sudamericana più nota a noi europei, più elementi caratteristici propri, che rendono ancora oggi Shenmue un titolo dotato di una strabordante personalità e dove ogni personaggio è stato caratterizzato a tutto tondo, netto come una linea su un foglio bianco. Un po’ Frank Miller se volete e un po’ Tarantino, ma ben prima che uscisse Kill Bill parte I…

Dotato di un gameplay silenziosamente progressivo, cioè che premia il giocatore che nonostante si trovi spaesato inizialmente da un sistema abbastanza complesso di combo, proiezioni e contromosse decida di perseverare imparando a spese del più classico retry & learn comandi sempre più efficaci, ritrovandosi più avanti nel gioco a trattare con decisa facilità nemici che inizialmente sembravano invalicabili. Mai fuori luogo e ben inserite nella narrazione i classici momenti QTE (anche qui siamo una decade prima del recentissimo Asura’s Wrath…) che saranno utilizzati anche in un buon numero di mini-giochi a corollario della storia principale.

shenmueMini-giochi, si diceva. Ciò che rende infinitamente rigiocabile Shenmue è la dotazione di passatempi di contorno davvero esemplare. Ryo Hazuki, il giovane protagonista di una storia che è riassumibile nel classico canovaccio della vendetta e del riscatto, e di un padre assassinato, è in fondo uno straordinario perditempo, un uomo a cui piace tra un’indagine e l’altra, nell’affannosa (a sua detta) ricerca del colpevole, passare ore e ore in sala giochi alle prese coi classici Sega come Space Harrier e Hang-On, o andare nei vari mercatini per completare infinite collezioni di statuine dei personaggi Sega, o ancora lavorando di tanto in tanto come scaricatore di porto. Non si farà mancare certo qualche garetta in muletto, o un bel match a braccio di ferro coi più fetidi e cattivi energumenti di Hong Kong, qualche scommessina qua e là fino ad arrivare a partecipare a mirabolanti tornei di arti marziali. Tutto per soldi, tutto perchè Ryo è un tuttofare efficace ma attento all’economia come nemmeno Tony Vercetti… e ci si diverte un mondo a impersonarlo.

Tutto sto ben di dio ahimè non ha mai potuto concludersi in una terza parte. Il finale di Shenmue II è il classico cliffhanger che prevede chiaramente un sequel, un terzo episodio. Per ragioni economiche Sega decise di non investire più in un progetto così oneroso a fronte di un risultato di vendite assai deludente (e alquanto incredibile), e di lasciare il brand di Suzuki in uno stato di glaciale standby. Ecco il motivo del desiderio impossibile: Suzuki infatti non ha mai dichiarato la faccenda Shenmue chiusa, lasciando spesso intendere che forse un giorno si potrà riavere quello che il vile mercato ci ha negato per così tanto tempo. E’ recente la notizia di una sua dichiarazione possibilista per un’eventuale acquisizione dei diritti da Sega da parte della YsNet, la software house di sua proprietà, che fa intendere l’intenzione di riappropriarsi del brand e di poterne disporre liberamente e senza vincoli. Nulla di concreto, ma chiari segnali di intenzionalità…

shenmueIo ci continuo a sperare e sogno una riedizione del primo e secondo capitolo in HD (sulla scia di una tendenza attuale che sembra sempre più funzionare, come Metal Gear, Silent Hill e l’immninente collection di Devil May Cry), magari ricchi di achievements e scaricabili su Live Arcade a prezzi abbordabili, e infine una grandissima edizione di Shenmue III, magari incesellata in qualche collector stratosferica, con artwork, dvd, colonna sonora e perchè no il mitico “zainetto” di Ryo in versione 1:1

Un desiderio davvero impossibile?

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