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PES 2012 parte seconda, non stuzzicar il tamarro che dorme…

In seguito al mio ricco articolo sulla grandiosità di PES 2012, la mail di Obiettivo Sbloccato è stata letteralmente presa d’assalto da decine di messaggi di feroci insulti alla mia persona, a quelle dei miei famigliari e all’augurio di una mia prematura morte. Visto che più o meno le mail erano tutte sulla stessa riga, cercherò quanto più possibile di unificare le risposte, forzandomi a non iniziare le stesse, a mia volta, con un “minchia oh”:

No, mia madre non è una zoccola (che io sappia) e no, non credo si farebbe fare tutte le cose che avete proposto.

Sì, ho giocato a PES 2012 e la mia opinione è quella descritta minuziosamente nel precedente articolo.

No, non ho intenzione di rendere pubblico il mio indirizzo di casa, perchè, sotto questa scorza di duro uomo vissuto si nasconde un’anima fragile e indifesa, poco propensa allo scontro diretto, peggio se fisico.

Detto questo, colgo l’occasione per affrontare un aspetto fondamentale della merdosità del titolo Konami, che avevo colpevolmente tralasciato nel precedente articolo: l’ ONLINE.

Se non consideriamo l’onnipresente lag,  in ogni fottutissima partita online ( la mia connessione funziona benissimo), e i fastidiosissimi tasti rapidi di commento tipo ” bel gol” “complimenti” ( e voglio contare quanti di voi non avrebbero preferito robe tipo ” bel gol di merda”, “ho il portiere mongoloide”, ” ti è andata solo di culo, grandissimo figlio di cagna” , etc etc, possiamo soffermarci maggiormente  sull’impostazione data al matchmaking. Ora, giustamente, si è cercato da parte degli sviluppatori di contrastare il fenomeno di uscita anticipata quando si viene sderenati analmente. Sacrosanto. Ma qual’è la penalità per questa riprovevole azione?

Se su un tot di partite si arriva al 30% di uscite durante le partite, accanto alla vostra gamertag apparirà l’icona di un pallone sgonfio che, per un certo periodo, non vi permetterà di effettuare partite online. Tutto fantastico no?

Effettivamente se fosse tutto qui, non si potrebbe far altro che apprezzare l’iniziativa di Konami.

Peccato che, e attenzione non scherzo, se uno stronzo di turno esce la penalità se la becca anche l’altro ignaro giocatore. Avete capito bene: la penalità se la becca sia il fottuto codardo che abbandona, sia l’altro giocatore reo di aver infilato troppe palle nella porta avversaria. A dirla tutta, avendo fatto solo 4 o 5 partite online, e avendo preso lo sgravatissimo Barcellona, ho sempre ridicolizzato il mio avversario di turno online ma non ho mai avuto l’onore di vedere l’arbitro fischiare la fine della partita. Conclusione: pur non avendo mai perso una partita, mi ritrovo con un fantastico pallone sgonfio a fianco alla gamertag e la conseguente impossibilità di accedere alle competizioni online. Fantastico.

Mi rendo conto di aver tralasciato, colpevolmente, questo aspetto di PES nel precedente articolo. Chiedo scusa a tutti quei player con il palato fino. Nessun articolo su giochi calcistici seguirà a questo, almeno scritto di mio pugno. Io alla fine, delle botte e della mamma chiavata da sconosciuti c’ho un po’ paura.

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