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La dura vita dell’HardCore Gamer

L’HardCore Gamer (HCG) è una persona normale all’apparenza, ha un suo lavoro oppure studia, è parte di una famiglia, ha degli amici, ha una ragazza/o, una moglie/marito… già da tutti questi ” / ” (slash) avete capito che l’HCG non è per forza di sesso maschile (anche se il sesso femminile latita, soprattutto nel panorama italiano), l’altra cosa da tenere presente è che se lo incontrate in giro (e di sicuro sarà già capitato) non glielo leggete in faccia, non avrà per forza una maglietta con la sua gamertag o il suo eroe videoludico preferito stampato sopra, ma sarà in giacca e cravatta, trasandato, in tuta, alla moda, in più può avere qualunque età… l’HCG non ha un costume, non è un supereroe (se non nel live), può essere un vostro parente, un vostro amico, il lattaio, il meccanico, il commercialista, chiunque. Ce l’avete sempre avuto sotto gli occhi, lo conoscete da anni, è una persona seria, ma se non condividete la sua passione potrete non sapere mai di averlo accanto perchè è riservato, non è disposto a condividere la sua seconda identità se non per necessità o per la certezza che voi possiate capire questo suo lato.

Spesso l’HCG viene automaticamente considerato un  Nerd; ma facciamo un passo indietro, sappiamo veramente la definizione di chi sia un Nerd? Facciamoci aiutare dalla fidata Wikipedia:

Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Lo stereotipo vede queste persone affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica; i “nerd” sono inoltre considerati poco interessati alle attività sportive e sociali. Anche l’aspetto esteriore è rappresentato da un cliché ben definito: indossano vestiti niente affatto alla moda, spesso tipici di persone più in là con gli anni (come gilet o mocassini). A partire dagli anni novanta molte persone che si consideravano “nerd” iniziarono a sostenere che tale appellativo avesse una valenza positiva, ed iniziarono ad usarlo per connotare le persone che hanno competenze tecniche di un certo livello, tralasciando ogni implicazione riguardo alla socialità e socievolezza.

No, l’HCG non è per forza un nerd, PUO’ esserlo, ma non per definizione!! Ma allora chi è?

L’HCG, originale solo in ambito Xbox, è tendenzialmente un accanito completista di giochi, deve, come usa dire, millarli, e per farlo non si tira indietro di fronte a nulla: vesciche sulle dita per i picchiaduro, pacchi di Red Bull per gli rpg, lettere di scomunica dal Vaticano (eh capita) per i platform o le arene fino agli strappi muscolari per il Kinect. E’ sicuramente da annoverare nella categoria degli ossessivo-compulsivi, è in grado di ripetere la stessa operazione mille volte fino a quando non raggiunge il risultato auspicato.

L’HCG non è solo dedito agli obblighi del suo status, ha degli hobby, continua ad interpretare alla perfezione il suo ruolo nella società, diventando funambolo, contorsionista ed illusionista nello stesso momento per potersi ritagliare il giusto tempo per coltivare la propria passione!

Essere HCG è uno stato mentale, evidenziato dal modo ed dall’impegno, nel quale un boxaro vive per raggiungere un traguardo il più vicino possibile al 100% tra i giochi messi sulla console e quelli millati. La Perfezione!

HCG non si nasce ma si diventa! Appena aquistata la console si mettono i giochi che qualcuno ci consiglia o quelli che ci “ispirano”, ed ecco la prima zavorra che l’HCG si porterà dietro per anni! Tra questi giochi scelti, diciamolo, senza una vera e propria cognizione di causa, ci saranno titoli che dovrà portarsi dietro per anni. Perchè non sono il suo genere, perchè gli hanno poi fatto schifo, perchè sono pressochè impossibili da finire… ma l’HCG non molla, come una piccola formichina ogni tanto gli da una “botta” ed avanza all’agognato 1000G!

Non è facile essere un HCG, solo chi fa parte di questa “Tribù” può veramente capire la frustrazione, le ore, le inca##ature che questo status implica!

Non siamo dei reietti, siamo atleti, studiosi, lavoratori, studenti, imprenditori, dipendenti, eleganti, alternativi, siamo ovunque, tra di Voi. Questo ulteriore fardello nella vita ce lo siamo cercato Noi e siamo felici di conviverci, nonostante i problemi che ci crea, ma Noi abbiamo un obiettivo e vogliamo a tutti i costi che questo diventi un “OBIETTIVO SBLOCCATO“.

Potete essere d’accordo su tutto ciò che ho scritto o solo in parte, ma se avete una Xbox 360 e non vi riconoscete in nulla di ciò che ho scritto è bene che voi sappiate che c’è un termine per definirvi: – – CASUAL – –

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I Simpson The Game: il gioco per hardcore gamer che non ti aspetti

Uno pensa ai Simpson: una delle più divertenti e blasonate serie tv della storia (almeno per le prime 12 stagioni) e  subito aleggia il teorema ” gioco tratto da cartone animato/gioco di merda”. Condivisibile. L’industria videoludica ci ha tristemente abituati ad associare  ai giochi tratti dai brand di animazione l’idea che questi titoli siano fondamentalmente destinati a bambini e/o minorati mentali di quasi 40 anni che vogliono ringalluzzire il proprio gamerscore (ogni riferimento è puramente casuale). Altra caratteristica cardine di queste produzioni è l’assoluta pochezza qualitativa dell’esperienza proposta: livelli scarni, personaggi abbozzati, e la trama che quando non ripercorre fedelmente la controparte animata, si trasforma in un tripudio di mediocrità e qualche copia/incolla di troppo, solo per venire a casa dei soldini investiti.

Poi però ci sono i Simpson.

Che il titolo del post non vi tragga in inganno. Non stiamo certo parlando di un Ninja Gaiden giallo (….). Certo è che la difficoltà media rispetto ad altri titoli della stessa categoria è decisamente alta. Non solo, la trama finalmente, completamente originale, è davvero appassionante e divertente: la presa per il culo di ogni clichè videoludico. Più di una volta, procedendo nella storia, mi è capitato di sorridere cogliendo le varie citazioni da altri famosi videogiochi. E per il sottoscritto la risata non è certo facile.

Oltre alla cura maniacale riservata alla trama, un ulteriore plauso va concesso alla realizzazione tecnica, davvero ottima. I livelli sono colorati e pieni di dettagli, e i personaggi sono riprodotti molto fedelmente, certo, non ci vuole una grafica fotorealistica per riprodurre i personaggi ma la cura maniacale del dettaglio è palese per chiunque. Alcuni obiettivi sono abbastanza ostici e se si vuole millare il gioco occorrono svariate ore.

Quindi abbiamo trovato un perfetto gioco da casualoni per hardcore gamer?

Certo che no. Alcune vere e proprie stronzate di programmazione rendono il gioco parecchio frustrante. Per prima cosa la telecamera. Non si contano i momenti in cui di fronte ad un salto particolarmente impegnativo, la visuale decida di spostarsi a cazzi suoi, lasciando il povero gamer di turno parecchio interdetto. Altro problema non da poco sono i salvataggi: molti utenti sparsi per i forum lamentano il fastidioso problema del “bug del salvataggio”, fottendo in questo modo completamente la partita e dovendo ricominciare dall’inizio il gioco. Una soluzione a questo problema potrebbe essere quella di copiare i salvataggi su chiavetta ogni volta che si smette di giocare con il titolo, in modo da avere un altro file da importare in caso di necessità.

Questo gioco è palesemente bello, ancora meglio se giocato in due, obbligatoriamente in locale. La schiuma alla bocca però è dietro l angolo: conosco infatti gente che, rompendo il cazzo per mesi sul fatto che il gioco fosse introvabile, una volta ottenuto, l’ha mollato li a data da destinarsi, essendo la campagna in singolo parecchio ostica. Solo l’eroico intervento di un altro gamer malato riuscirà a spronare il nostro a millare il titolo (anche in questo caso, ogni riferimento è puramente casuale). Vedremo.

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